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Da "Il Corriere della Sera"


Test in un istituto di Manchester: profitto cresciuto del 20%. La ricetta antibullismo per i ragazzi delle scuole: riscoprire la Montessori

Il pedagogista Lodi: utile. Bertagna: non funziona sempre. A favore A. Oliverio Ferraris: La grande qualità di questo metodo educativo sta nel favorire la concentrazione attiva. Il bambino si gratifica acquisendo competenze. Contro Giuseppe Bertagna: È un errore considerare taumaturgico il metodo Montessori. Non si possono fare sillogismi. In sé non dice nulla se non è contestualizzato.

MILANO - Il suo valore didattico, spesso contestato e discusso, è agli atti. Sono stati educati con il metodo Montessori Bill Gates, i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin, il creatore di Amazon Jeff Bezos, il padre di Wikipedia Jimmy Wales, il Nobel per la Letteratura Gabriel García Márquez. Qui in Italia Niccolò Ammaniti e i fratelli Sabina e Corrado Guzzanti. Ora però si parla della potenziale efficacia del sistema messo a punto più di cent'anni fa dal medico Maria Montessori anche per contrastare il bullismo.

Una scuola statale di Manchester, del quartiere più degradato, Gorton, cinque anni fa si è convertita grazie a un finanziamento pubblico alla «libertà pedagogica» teorizzata dalla scienziata italiana e adesso, dopo un tempo ragionevole, fa il primo bilancio: profitto cresciuto del 20%, alunni aumentati da 348 a 461, bambini meno capricciosi e più collaborativi. Un risultato subito enfatizzato dall' Independent, vista l' ipersensibilità del governo britannico al problema della criminalità infantile. «Il metodo Montessori ha un potenziale notevole, se applicato correttamente dagli educatori. Anche nelle direzione verso la quale si è mossa l' esperienza inglese. Pur avendo più di un secolo, la sua forza è attuale e immutata» interviene per primo il pedagogista Cesare Scurati. E con lui è d' accordo lo storico collega Mario Lodi, che ricorda uno dei punti cardini dei sistemi dei Maria Montessori: «I bambini si devono trovare a scuola come a casa, in un ambiente su misura per loro, senza imposizioni, liberi di esprimersi e di scoprire i propri talenti. Sono convinto che il metodo sia nato proprio per recuperare tutte le devianze, in famiglia e a scuola. Non mi sorprende l' esperienza di Manchester». Socializzare attraverso i riti quotidiani come apparecchiare e sparecchiare la tavola, mettere in ordine, spostare le sedie senza fare rumore, curare l' orto o il giardino, stare in silenzio, esplorare gli spazi comuni: ecco alcuni dei cardini della pedagogia montessoriana (sono meno di duecento le scuole in Italia, 22 mila in 110 Paesi). «La grande caratteristica e qualità di questo impianto educativo sta nel favorire la concentrazione attiva. Il bambino impara dai suoi sforzi e dai suoi errori. Farlo crescere in un ambiente collaborativo serve a prevenire il bullismo nella misura in cui l' alunno impara a darsi un obiettivo e si impegna per raggiungerlo. La sua gratificazione arriva dalla competenza che va acquisendo: così non sentirà più il bisogno di prevaricare gli altri» spiega la psicologa dell' età evolutiva Anna Oliverio Ferraris. Che però precisa: «Hanno valore tutti i metodi attivi. Dunque anche quelli di don Milani o di Johann Heinrich Pestalozzi». «Attenzione a non farlo diventare un metodo taumaturgico» avverte infatti Giuseppe Bertagna, principale ispiratore della riforma Moratti. «Fare sillogismi o determinismi in questi casi non solo è impossibile, ma dannoso. Sono tutti buoni per ciò che dicono e non buoni per ciò che non dicono. Don Milani ha ottenuto risultati straordinari, ma non lesinava sui ceffoni. Il metodo Montessori è ottimo e ha qualità, ma va contestualizzato. In sé e per sé dice poco senza l' entusiasmo dei docenti che lo applicano e il sostegno e l' approvazione dei genitori che mandano i figli da quegli insegnanti». Neppure lo scrittore e insegnante Eraldo Affinati crede nell' assolutezza del metodo Montessori: «Il successo inglese non penso sia legato alla Montessori in particolare, ma più in generale al cambiamento del sistema educativo: è sempre positivo passare da un metodo a un altro, si crea un piccolo choc che porta a dei risultati. Io l' ho sperimentato con i miei ragazzi della Città dei Ragazzi, che sebbene più grandi degli alunni di una elementare, mi hanno aiutato a superare il ruolo codificato dell' insegnante e a mettermi in gioco cercando un nuovo modo di comunicare autentico, che superasse la finzione pedagogica». Lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro è addirittura più netto: «In una scuola inglese ha portato buoni frutti? Alleluja! Mi pare però che da un punto di vista scientifico non provi nulla». Elvira Serra RIPRODUZIONE RISERVATA Pioniera Medico Maria Montessori (foto ovale) è nata a Chiaravalle nel 1870 ed è morta in Olanda a 81 anni. Nel 1896 è stata una delle prime donne a laurearsi in Medicina. Nel 1907 ha aperto a Roma, nel quartiere San Lorenzo, la prima Casa dei bambini, con nuova idea pedagogica: l' allievo al centro dell' osservazione dell' adulto, senza regole preimposte dall' alto Le scuole Oggi sono 22 mila in tutto il mondo, in 110 Paesi, le scuole che applicano il metodo Montessori. In Italia sono meno di duecento. Tra gli allievi famosi Bill Gates, Larry Page e Sergey Brin I cardini Ambienti su misura per esplorare 1 In una scuola montessoriana tutto l' arredo è realizzato su misura dei bambini: devono poter imparare a padroneggiare l' ambiente. Dall' esplorazione nasce la fiducia in se stessi La libertà dell' allievo per l' autodisciplina 2 Uno dei principi fondamentali del metodo montessoriano è quello della libertà del bambino, poiché la libertà favorisce lo sviluppo della creatività. Dalla libertà, però, emerge anche l' autodisciplina Riti comuni: convivenza e rispetto 3 Oltre al lavoro manuale individuale c' è l' insieme dei riti collettivi, a cominciare dal pasto: apparecchiare e sparecchiare o tenere in ordine, piccoli gesti da fare rispettando gli altri. La pratica del silenzio è una conquista

Serra Elvira

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(29 marzo 2010) - Corriere della Sera

 

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